Il primo blog italiano dedicato a Twitter
Qual è la prima cosa che guardiamo di un profilo personale su Twitter? La maggior parte di noi legge la “Bio”, tradotta in “breve biografia”, nella versione italiana. Si tratta senz’altro di uno dei fattori decisivi nella scelta di seguire o meno un determinato utente. Se la vostra bio è vuota o non è compilata correttamente, certamente siete destinati a perdere potenziali follower!
A differenza dei tweet che possono avere una lunghezza massima di 140 caratteri, lo spazio per la Bio arriva a ben 160 caratteri. Il mio consiglio è di utilizzarli tutti!
Ma è davvero possibile che solo la biografia ed eventualmente un link al proprio sito web possano incidere direttamente nel numero dei follower? La risposta è sì. Recenti studi hanno dimostrato che i profili di Twitter contenenti un bio compilata correttamente, attirano i follower addirittura 8 volte di più rispetto ai profili senza biografie.
Vi piacerebbe vincere un MacBook Pro? Per provarci è sufficiente inserire l’hashtag #moonfruit all’interno dei vostri tweet. L’iniziativa, che sta riscuotendo un enorme successo, è stata lanciata ieri da una società internet, la Moonfruit appunto, in occasione dei primi 10 anni di attività.
Il gioco è molto semplice. Ogni giorno per 10 giorni viene messo in palio un nuovissimo MacBook Pro. Il vincitore è estratto a sorte tra tutti gli utenti twitter che nell’arco delle 24 ore precedenti hanno messaggiato (almeno una volta) utilizzando il tag #moonfruit.
Ieri il primo Mac è stato vinto da un ragazzo inglese, @gecko84, che ammette di aver partecipato inviando una decina di tweet.
Per conoscere altri dettagli e scoprire i prossimi vincitori (magari uno di voi!) è consigliabile seguire l’utente @moontweet oppure visitare la pagina dedicata al concorso.
Buona fortuna.
Tweepular si definisce il più completo follower management tool per Twitter. L’ interfaccia è molto colorata (forse troppo!) ma risulta effettivamente ricca di funzionalità ed informazioni utili. I followers vengono visualizzati su differenti tabs, a seconda che abbiano scelto o meno di seguirci, e possono essere ordinati in diversi modi (ordine alfabetico, numero di followers, data dell’ultimo update, etc). Da segnalare la possibilità di eliminare più utenti con un solo click (bulk follow/unfollow).
Per accedere a Tweepular è necessario autenticarsi con le credenziali utilizzate su Twitter. Il protocollo OAuth purtroppo non è ancora attivo ma a quanto pare è solo una questione di tempo.
Questa mattina a causa di un problema tecnico Twitteritalia non era raggiungibile. Grazie anche al prezioso supporto dell’ hosting ora è tutto risolto.
Colgo l’occasione per ringraziare tutti i lettori che ogni tanto passano di qua. La settimana si chiude con una media di 1.500 visite giornaliere. Un piccolo record. Grazie.
Avete fatto caso che alcuni utenti twittano utilizzando simboli e caratteri speciali? Ce ne sono per tutti i gusti. Emoticons, smileys, simboli della pace e dell’amore.
Ecco una prima lista (provvisoria).
p.s. Per inserirli nei tweets basta un semplice copia/incolla.
© – copyright
® – trademark registrato
™ – trademark
☀ – sole
☁ – nuvole – nuvoloso
☂ – pioggia – ombrello
℃ – Celsius
№ – numero
★ – stella nera
☆ – stella bianca
☎ – telefono
☮ – pace
☯ – yin & yang
☺ – smile!
Spesso per mettere in relazione contenuti simili si utilizzano i cosiddetti “hashtags“, ovvero parole precedute dal cancelletto (#). Gli #hashtags possono rappresentare un valido strumento per far trovare un particolare messaggio. Ma è buona norma usarli con parsimonia. Un uso eccessivo o indiscriminato potrebbe essere interpretato come una nuova forma di spam.
E’ il caso di Habitat, una catena di negozi di arredamento inglese accusata di inserire nei propri tweets (di natura prettamente promozionale) alcuni tra gli hastags più popolari del momento, per nulla collegati ai contenuti dei messaggi. Tra i tag aggiunti qua e la’ compaiono #iran, #Mousavi , #Apple e #iPhone.
Una pratica poco rispettosa che ha scaturito l’inferno tra gli utenti di Twitter.

Il colpo di grazia lo ha dato una blogger australiana che ha pubblicato nei giorni scorsi un articolo dal titolo “Come non usare Twitter, Habitat UK un caso da studiare” . La notizia è passata dai blog direttamente ai giornali e alle tv internazionali, mentre su Twitter l’account di Habitat è stato preso d’assalto con messaggi di ogni tipo (prontamente cancellati).
Oggi, forse con troppo ritardo, sono arrivate le scuse ufficiali di Habitat. A quanto pare l’errore è da imputare ad un loro impiegato che aveva adottato quella tecnica, al limite dello spam, senza chiedere l’autorizzazione a chi di dovere.
Una leggerezza che è costata cara all’impiegato (licenziato) ma che ora potrebbe creare gravi ripercussioni all’azienda stessa, in termini di immagine, credibilità, e chissà, di vendite.
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