Spesso per mettere in relazione contenuti simili si utilizzano i cosiddetti “hashtags“, ovvero parole precedute dal cancelletto (#). Gli #hashtags possono rappresentare un valido strumento per far trovare un particolare messaggio. Ma è buona norma usarli con parsimonia. Un uso eccessivo o indiscriminato potrebbe essere interpretato come una nuova forma di spam.
E’ il caso di Habitat, una catena di negozi di arredamento inglese accusata di inserire nei propri tweets (di natura prettamente promozionale) alcuni tra gli hastags più popolari del momento, per nulla collegati ai contenuti dei messaggi. Tra i tag aggiunti qua e la’ compaiono #iran, #Mousavi , #Apple e #iPhone.
Una pratica poco rispettosa che ha scaturito l’inferno tra gli utenti di Twitter.

habitatspam

Il colpo di grazia lo ha dato una blogger australiana che ha pubblicato nei giorni scorsi un articolo dal titolo “Come non usare Twitter, Habitat UK un caso da studiare” . La notizia è passata dai blog direttamente ai giornali e alle tv internazionali, mentre su Twitter l’account di Habitat è stato preso d’assalto con messaggi di ogni tipo (prontamente cancellati).

Oggi, forse con troppo ritardo, sono arrivate le scuse ufficiali di Habitat. A quanto pare l’errore è da imputare ad un loro impiegato che aveva adottato quella tecnica, al limite dello spam, senza chiedere l’autorizzazione a chi di dovere.

Una leggerezza che è costata cara all’impiegato (licenziato) ma che ora potrebbe creare gravi ripercussioni all’azienda stessa, in termini di immagine, credibilità, e chissà, di vendite.